incognitoo

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jeudi 3 septembre 2009

Faith No More@rock en seine (France)

My lips are moving but there is no sound...


Faith No More Caffeine and Evidence (in Italian) live at Rock en Seine

FAITH NO MORE - Midlife Crisis (Live Rock En Seine, Paris - FRANCE) 29/08/2009 HD

FAITH NO MORE Stripsearch (Chariots of Fire intro) ROCK EN SEINE PARIS

mercredi 26 août 2009

Infiltrate the System (Madball)


Madball - Infiltrate the System (Official Video)

mercredi 24 juin 2009

Hellfest 2009 @ Clisson

mercredi 29 avril 2009

Palermo, la Sicilianita !

mardi 9 septembre 2008

Futsal : un but essstra !!


Tournoi 2007

Bagno Giorgio :: estate 2008

Father lachaise

lundi 1 septembre 2008

Xubuntu ppc sur Apple Powerbook Titanium 400 MHz

En vrac quelques pistes pour un bon fonctionnement de xubuntu ppc sur un vieux powerbook "tibook" titanium G4 400mhz 1g de ram.

le XORG.conf sous Karmic (après installation très complexe avec le cd alternate)


### BEGIN DEBCONF SECTION

  1. XF86Config-4 (XFree86 server configuration file) generated by dexconf, the
  2. Debian X Configuration tool, using values from the debconf database.
  3. Edit this file with caution, and see the XF86Config manual page.
  4. (Type "man XF86Config" at the shell prompt.)
  5. If you want your changes to this file preserved by dexconf, only make changes
  6. before the "### BEGIN DEBCONF SECTION" line above, and/or after the
  7. "### END DEBCONF SECTION" line below.

Section "Files"

       FontPath        "unix/:7100"                    # local font server
       FontPath        "/var/lib/defoma/x-ttcidfont-conf.d/dirs/CID"
       FontPath        "/var/lib/defoma/x-ttcidfont-conf.d/dirs/TrueType"
       # if the local font server has problems, we can fall back on these
       FontPath        "/usr/lib/X11/fonts/misc"
       FontPath        "/usr/lib/X11/fonts/cyrillic"
       FontPath        "/usr/lib/X11/fonts/100dpi/:unscaled"
       FontPath        "/usr/lib/X11/fonts/75dpi/:unscaled"
       FontPath        "/usr/lib/X11/fonts/Type1"
       FontPath        "/usr/lib/X11/fonts/Speedo"
       FontPath        "/usr/lib/X11/fonts/100dpi"
       FontPath        "/usr/lib/X11/fonts/75dpi"

EndSection

Section "Module"

       Load    "GLcore"
       Load    "bitmap"
       Load    "dbe"
       Load    "ddc"
       Load    "dri"
       Load    "extmod"
       Load    "freetype"
       Load    "glx"
       Load    "record"
       Load    "speedo"
       Load    "type1"
       Load    "vbe"
       Load    "xie"

EndSection

Section "InputDevice"

       Identifier      "Generic Keyboard"
       Driver          "keyboard"
       Option          "CoreKeyboard"
       Option          "XkbRules"      "xfree86"
       Option          "XkbModel"      "pc101"
       Option          "XkbLayout"     "fr"

EndSection

Section "InputDevice"

       Identifier      "PowerBook G4 Keyboard"
       Driver          "keyboard"
       Option          "CoreKeyboard"
       Option          "XkbRules"
       Option          "XkbModel"      "macintosh"
       Option          "XkbLayout"     "us"

EndSection

Section "InputDevice"

       Identifier      "Configured Mouse"
       Driver          "mouse"
       Option          "CorePointer"
       Option          "Device"                "/dev/input/mice"
       Option          "Protocol"              "ImPS/2"
       Option          "ZAxisMapping"          "4 5"
       Option          "Emulate3Buttons"       "true"

EndSection

Section "Device"

       Identifier      "Generic Video Card"
       Driver          "fbdev"
       Option          "UseFBDev"              "true"

EndSection

Section "Device"

       Identifier      "ATI Rage 128 M3 (Mobility)"
       Option          "UseFBDev"              "true"
       Option          "HWcursor"
       Driver          "r128"

EndSection

Section "Monitor"

       Identifier      "Generic Monitor"
       HorizSync       30-60
       VertRefresh     50-75
       Option          "DPMS"

EndSection

Section "Monitor"

       Identifier      "Apple PowerBook G4"
       HorizSync       30-100
       VertRefresh     50-160
       Modeline        "1152x768" 64.995 1152 1213 1349 1472   768 771 777 806 -HSync

-VSync EndSection

Section "Screen"

       Identifier      "Default Screen"
       Device          "ATI Rage 128 M3 (Mobility)"
       Monitor         "Apple PowerBook G4"
       DefaultDepth    24
       SubSection "Display"
               Depth           1
               Modes           "1152x768" "1024x768" "800x600" "640x480"
       EndSubSection
       SubSection "Display"
               Depth           4
               Modes           "1152x768" "1024x768" "800x600" "640x480"
       EndSubSection
       SubSection "Display"
               Depth           8
               Modes           "1152x768" "1024x768" "800x600" "640x480"
       EndSubSection
       SubSection "Display"
               Depth           15
               Modes           "1152x768" "1024x768" "800x600" "640x480"
       EndSubSection
       SubSection "Display"
               Depth           16
               Modes           "1152x768" "1024x768" "800x600" "640x480"
       EndSubSection
       SubSection "Display"
               Depth           24
               Modes           "1152x768" "1024x768" "800x600" "640x480"
       EndSubSection

EndSection

Section "ServerLayout"

       Identifier      "Default Layout"
       Screen          "Default Screen"
       InputDevice     "PowerBook G4 Keyboard"
       InputDevice     "Configured Mouse"

EndSection

Section "DRI"

       Mode    0666

EndSection


### END DEBCONF SECTION

dimanche 9 décembre 2007

Rivivo

Rivivo Quest’istante In ogni particolare. Lo sguardo che ride mi osserva La malizia accende il desiderio La paura di deludere l altro si fa viva

Quand è stato ? di preciso non ricordo, un mattino, un pomeriggio chi lo puo’ dire, ricordo pero il divano azzuro sul quale ero ranicchiata.. Ho letto una mail, ho deciso di prendere contatto con lui, l’ho fatto senza pensare, come avrei fatto con qualsiasi persona. Si, certo la fotografia me la ricordo, ma non per questo meritava più di un altro la mia attenzione… S’inserisce un indirizzo sbagliato, insisto un po’, verifico i dati..ci siamo, l ho trovato…Si chiama ****, si fa vedere subito, ricordo di essermi detta..ma lui pero’ non è cosi’ come nella foto. Una maglietta rossa, scura mette in risalto un viso che tende alla perfezione, dei capelli neri scuri…un essere particolare. L’interesse non è fulminante, ma nel giro di qualche giorno, una relazione virtuale inizia, la sensazione di doverlo conoscere dal vivo si fà viva.. Lo devo incontrare. Ci assomigliamo, dei punti in comune d’importanza minore che non mi lasciano indifferente e se fosse proprio lui ? Ma come mai questa sensazione ? Si tratta ora di dare il migliore di se, una canzone che ci lega…l’ascoltiamo nello stesso tempo..coincidenze. Un pizzico di messaggi, una gioia mi assale alla sua minima manifestazione. Ci vogliamo bene. La paura di essere delusa..conosco quella sensazione che si prova quando si conosce una persona tramite questo mezzo, la voglia di essere insieme a lei, di poterla toccare, di sentirla, di respirare il suo odore..la compatibilità dei sensi…Mi immagino **** accanto a me, vivo ogni istante come se lui guardasse ogni mia azione nella speranza di piacergli. Si contano i giorni, abbiamo deciso, siamo obbligati ad incontrarci, perché non credo che sia possibile sapere che abitiamo a due passi l’uno dall’altro senza conoscersi dal vivo. Io il 31 agosto, l ho immaginato un migliaia di volte, dare il meglio di sè, apparire pero’ come si è realmente per non dare nessuna illusione all’altro. Io faro’ di tutto perché lui diventi mio. Attenta pero’. Lui puo’ anche essere diverso da quello che ti aspetti. Il 31 arriva..non lo si sperava più, conto le ore che ci separano, arrivo a casa dopo un viaggio di mille chilometri ..accendo il computer con ansia, lui deve essere li, di la, voglio che mi proponga un incontro.. Gli telefono..la voce mi dico, non è cosi come la immaginavo, lui sembra distante, riservato..L’emozione forse? L’appuntamento ce l’abbiamo..si ...alle otto a M*********, io mi preparo, devo essere me stessa, devo essere bella come non mai..dovrei piacergli, credi? L’emozione è travolgente. Arrivero’ con qualche minuto di ritardo mi dice lui...anch’io rispondo, ancora seduta in metropolitana. Respiro. Il cuore batte. Lui non c è ancora, devo sembrare li per caso...un giornale, compriamolo, Libération andrà benissimo, qualsiasi cosa pur che mi dia un contegno. Sento avvicinarsi qualcuno, il suo sguardo incrocia il mio. Ci siamo. Un bacio. Beviamo qualcosa al S*****. Devo colpire, essere me stessa, la tensione tradisce la mia quieta apparente. Forse anche lui..è intimidito..Parliamo, qualche ora..andiamo, camminiamo..è ora di salutarci, un bacio..e ce ne andiamo, pero’ ci guardiamo ancora..tutto qui? Non puo’ essere tutto. Ci abbracciamo qualche secondo, mi bacia una spalla.Ci salutiamo cosi’. Io torno a casa.

Pensavo di trovarti...

Pensavo di trovarti ma non ci sei, accidenti, dove sarai, con chi, cosa starai facendo, cosa dici, cosa pensi, che panorama avrai negli occhi, quale terra calpesti, quale frutta assapori o quali labbra stai baciando? Davanti ad una incognita di infinitesimo grado, mi rimetto alla fantasia, forse mi aiuta. E allora sei a casa, sdraiato sul divano, leggi mentre assapori una mela; un morso interrompe il filo della tua lettura, alzi gli occhi e guardi attraverso la grande vetrata del soggiorno, perdi l’occhio nell’indefinito e vai oltre. Chi c’è da quella parte? Cosa attira distrattamente la tua attenzione? Attraverso i raggi del pallido sole che va giù inesorabile scorgi qualcosa che ti incuriosisce, lentamente ti coinvolge e ti spinge a lasciare la comoda posizione assunta sul divano, sollevi il collo per cercare di scorgere quella ragazza che nel palazzo di fronte sta davanti al computer. Scrive, scrive con il viso soddisfatto e l’espressione di chi sta compiendo qualcosa di importante. Si dimena sulla tastiera come una forsennata, digita, digita senza fermarsi mai, in un crescendo orgasmico di passione, pulsione, interesse. Cosa avrà di tanto interessante da scrivere, e soprattutto a chi? Perché? E’ inarrestabile. Anche se la luce bassa del tramonto non permette di definirne con esattezza i dettagli, sembra tra i venti e i trenta, castana, sguardo un po’ misterioso, atipica direi. E vestita di nero, nell’insieme armonico e poco appariscente. E’ presa da una inarrestabile voglia di scrivere, come se tentasse in questo modo di raggiungere qualcosa distante migliaia di miglia, di molto lontano, ma che attraverso le parole che digita riesce a sentire vicino. Senza accorgertene sei in piedi, e con lo sguardo fisso su di lei ti dirigi verso la vetrata, attento ci stai per sbattere, ti appoggi con le mani e le guance al vetro,lo senti fresco, ed aguzzi lo sguardo sull’ambiente che la circonda. E’ un appartamento, senza orpelli, disordinato. Assolutamente niente di particolare. E’ luminoso, ma molto scarno, sintetico, ricco di quel freddo che solo la tecnica a volte trasmette. Ritorni su di lei con uno spostamento brusco del capo, ti sei accorto di esserti distratto e col timore che lei non ci sia più ti volti a cercarla. Macchè, è li, non si è mossa, e digita, digita sempre con maggiore insistenza. Non è lei che ti prende, o meglio è lei ma per quello che scrive, per come lo fa; daresti qualunque cosa per sapere cosa sta scrivendo, e chi è il destinatario. Accidenti, si è accorta di te; ha casualmente volto lo sguardo a sinistra e ha notato che la osservi. Bravo, non la lasciare, non mollare quello sguardo, tienilo fisso su di lei vediamo che fa, vediamo come reagisce. Si alza, e si avvicina alla vetrata. Ti guarda ed avanza verso di te, tieni duro, ce l’hai in pugno. Sembra ansiosa, sta cercando di comunicarti qualcosa. Indica il computer sul quale sta scrivendo, come se ti chiedesse qualcosa. Indica te, e poi il computer che ha alle spalle. Forse vuole che tu ………., si certo, vuole che tu accenda il tuo computer. Ma perché? Perché dovresti? Chi è e come fa a sapere che possiedi un computer. Vuoi andare in fondo alla questione, ti volti di scatto, vai al Pc e lo avvii. Torni alla vetrata, lei è tornato al suo pc e ha ripreso a digitare. Resti a guardarlo e aspetti che lei torni da te, torni a guardarti, a dirti qualcosa. Ma inutilmente, è sempre più frenetica, come se gli stesse per scadere il tempo, come fossero gli ultimi attimi che gli restano per scrivere, per dire ciò che deve, ciò che il suo impulso irrefrenabile gli detta attimo per attimo. Torni al computer, l’immagine asettica dell’anonimo panorama domina il tuo desktop. Non ce nulla, nulla di strano, niente che non sia come quando lo hai spento ieri sera appena uscita dalla chat, dal tuo mondo parallelo. Torni alla vetrata sempre più confuso. Lui è fermo davanti al computer, guarda lo schermo, si volta, indica il telefono e poi il computer. Ti vuole in internet. Avvii il collegamento. Sei connesso, e subito vai alla posta. Come pensavi. Una mail sta arrivando. Guardi la barra della posta in arrivo crescere come un termometro che misura la tua temperatura corporea che si alza terribilmente per la tensione, l’eccitazione, fino al massimo. Apri la casella, non c’è mittente, ha soltanto un documento word allegato. Lo scarichi, ed il tempo ti sembra interminabile. Quando il documento si apre, davanti a te c’è una pagina intensa di testo che ti accingi a leggere. Sei sbalordito, vai avanti e sei sempre più sbalordito perché davanti a te il testo recita: Pensavo di trovarti ma non ci sei, accidenti, dove sarai, con chi, cosa starai facendo, cosa dici, cosa pensi, che panorama avrai negli occhi, quale terra calpesti, quale frutta assapori o quali labbra stai baciando? Davanti ad una incognita di infinitesimo grado, mi rimetto alla fantasia, forse mi aiuta. E allora sei a casa, sdraiato sul divano, leggi mentre assapori una mela; un morso interrompe il filo della tua lettura, alzi gli occhi e guardi attraverso la grande vetrata del soggiorno, perdi l’occhio nell’indefinito e vai oltre. Chi c’è da quella parte? Cosa attira distrattamente la tua attenzione? Attraverso i raggi del pallido sole che va giù inesorabile scorgi qualcosa che ti incuriosisce, lentamente ti coinvolge e ti spinge a lasciare la comoda posizione assunta sul divano, sollevi il collo per cercare di scorgere quella ragazza che nel palazzo di fronte sta davanti al computer. Scrive, scrive con il viso soddisfatto e l’espressione di chi sta compiendo qualcosa di importante. Si dimena sulla tastiera come una forsennata, digita, digita senza fermarsi mai, in un crescendo orgasmico di passione, pulsione, interesse. Cosa avrà di tanto interessante da scrivere, e soprattutto a chi? Perché? E’ inarrestabile. Anche se la luce bassa del tramonto non permette di definirne con esattezza i dettagli, sembra tra i venti e i trenta, castana, sguardo un po’ misterioso, atipica direi. E vestita di nero, nell’insieme armonico e poco appariscente. E’ presa da una inarrestabile voglia di scrivere, come se tentasse in questo modo di raggiungere qualcosa distante migliaia di miglia, di molto lontano, ma che attraverso le parole che digita riesce a sentire vicino. Senza accorgertene sei in piedi, e con lo sguardo fisso su di lei ti dirigi verso la vetrata, attento ci stai per sbattere, ti appoggi con le mani e le guance al vetro,lo senti fresco, ed aguzzi lo sguardo sull’ambiente che lo circonda. E’ un appartamento, senza orpelli, disordinato. Assolutamente niente di particolare. E’ luminoso, ma molto scarno, sintetico, ricco del di quel freddo che solo la tecnica a volte trasmette. Ritorni su di lei con uno spostamento brusco del capo, ti sei accorto di esserti distratto e col timore che lei non ci sia più ti volti a cercarla. Macchè, è li, non si è mossa, e digita, digita sempre con maggiore insistenza. Non è lei che ti prende, o meglio è lei ma per quello che scrive, per come lo fa; daresti qualunque cosa per sapere cosa sta scrivendo, e chi è il destinatario. Accidenti, si è accorta di te; ha casualmente volto lo sguardo a sinistra e ha notato che la osservi. Bravo, non la lasciare, non mollare quello sguardo, tienilo fisso su di lei vediamo che fa, vediamo come reagisce. Si alza, e si avvicina alla vetrata. Ti guarda ed avanza verso di te, tieni duro, ce l’hai in pugno. Sembra ansiosa, sta cercando di comunicarti qualcosa. Indica il computer sul quale sta scrivendo, come se ti chiedesse qualcosa. Indica te, e poi il computer che ha alle spalle. Forse vuole che tu ………., si certo, vuole che tu accenda il tuo computer. Ma perché? Perché dovresti? Chi è e come fa a sapere che possiedi un computer. Vuoi andare in fondo alla questione, ti volti di scatto, vai al Pc e lo avvii. Torni alla vetrata, lei è tornato al suo pc e ha ripreso a digitare. Resti a guardarlo e aspetti che lei torni da te, torni a guardarti, a dirti qualcosa. Ma inutilmente, è sempre più frenetica, come se gli stesse per scadere il tempo, come fossero gli ultimi attimi che gli restano per scrivere, per dire ciò che deve, ciò che il suo impulso irrefrenabile gli detta attimo per attimo. Torni al computer, l’immagine asettica dell’anonimo panorama domina il tuo desktop. Non ce nulla, nulla di strano, niente che non sia come quando lo hai spento ieri sera appena uscita dalla chat, dal tuo mondo parallelo. Torni alla vetrata sempre più confuso. Lei è ferma davanti al computer, guarda lo schermo, si volta, indica il telefono e poi il computer. Ti vuole in internet. Avvii il collegamento. Sei connesso, e subito vai alla posta. Come pensavi. Una mail sta arrivando. Guardi la barra della posta in arrivo crescere come un termometro che misura la tua temperatura corporea che si alza terribilmente per la tensione, l’eccitazione, fino al massimo. Apri la casella, non c’è mittente, ha soltanto un documento word allegato. Lo scarichi, ed il tempo ti sembra interminabile. Quando il documento si apre, davanti a te c’è una pagina intensa di testo che ti accingi a leggere. Sei sbalordito, vai avanti e sei sempre più sbalordito perché davanti a te il testo recita:....e cosi’ all’infinito...per te N..

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mercredi 31 octobre 2007

Il Borgo di Ceri

Borgo Ceri B&B




mardi 30 octobre 2007

ST GERMAIN EN FORCE

Poses Tough Guys de rigueur.


dimanche 9 septembre 2007

Alcest - Souvenirs d'un autre monde [2007]

alcestcover.jpg

Alcest

ou

le chaînon manquant entre My Bloody Valentine et M83.

Alcest peut se résumer à un seul nom : NEIGE.

Ce pseudo est celui d'un artiste de 19 ans qui sévit d'habitude au sein de formations Black-métal . "Souvenirs d'un autre monde" mis en musique par Neige redore enfin le blason d'une scène pop/rock française un peu trop formatée à la TARATATOUILLE.. Cet opus est un chef d'œuvre de noisy pop atmosphérique ( Certains penseront au Shoegazing des 90's).

Vous avez connu un été 2007 pourri mais vous pouvez sauver ce qui reste en profitant de cet ovni musical.

To be continued...

mardi 14 août 2007

SPQR : Senatus Populus Que Romanus

FRUTTI DI MARE

mercredi 8 août 2007

DES TRULLIS et des POUILLES

http://www.trulliresidence.it

Skimboarding is not a crime !

La preuve en vidéo, alors !


Skimboarding

samedi 10 septembre 2005

Isis - Panopticon

http://www.isistheband.com/

Successeur de Oceanic, Panopticon vous entraine dans une dimension dont seul Isis a le secret. Ces californiens proposent une incroyable virée dans le royaume où les méduses sont reines et électriques.

Cet album est beau parce que les mélodies sont ennivrantes mais il est aussi intriguant parce qu il dépeint un univers aquatique peu rassurant et nous attire progressivement vers le coeur d’Isis. Telle une sonde, on assume sa gravité et on se laisse séduire par l’inconnu.

Les mélodies sont magnifiques, les guitares confirment cette extraordinaire impression de descente vertigineuse.

On succombe au chant de Aaron Turner.

Les multiples couches de sons vous plongent dans un bain sonique envoutant et finalement relaxant - surtout si l’ecoute se fait dans l’obscurité ! L’élément Eau est omniprésent et le voyage vaut le coup d’oreille.

On est bien peu de choses face à ce majestueux océan musical.

vendredi 10 décembre 2004

Migala : Le Post-Rock Ibérique

Les Espagnols sont loin d’atteindre le niveau des Ecossais -sans parler des anglais- en matière de Rugby.

En revanche, dans le domaine musical où ces madrilènes de Migala évoluent, on peut tout aisément reconnaître que de fameuses équipes Ecossaises (notamment Mogwaï) ne reignent plus en maître sur la discipline.

Ces gars là mouillent le maillot et font plaisir à entendre.

On est envahi par des samples, des instrumentaux envoutants, des murmures, qui feraient chialer un demi de mélée !!

La voix del señor Hernandez vient porter le coup de grace, au moment où l’on ne s’y attend pas.

Leur musique est si riche que l’on se demande pourquoi ce collectif ne s’est pas fait connaître plus tôt, leurs débuts remontent quand même à 1996 !

Le Real Madrid leur a volé la vedette, il est temps que el Real MIGALA nous fasse plaisir.

Essai plus que transformé.

Bien joué les gars !

¡Viva España !

mardi 19 octobre 2004

Girls in Hawaï en concert...

Etre invité par sa charmante coloc à la Maroquinerie un lundi soir pour assister au concert de Girls in Hawaï, est un vrai plaisir...

Je ne connaissais pas Girls in Hawaï avant de les voir en concert et quelle fut ma surprise !

Pour ceux qui ne connaissent pas, la salle de la Maroquinerie se prete très bien à la rencontre quasi intime d’un groupe tel que Girls in Hawaï et de son public.

Le concert affichait complet et , en principe, cela est plutôt de bonne augure.

En arrivant dans la salle, on s’aperçoit que la scène en plus des instruments présents, est sensée accueillir de la vidéo à en juger par l’écran en arrière plan et les colonnes de vieilles télés à chaque extrémité de la scène.

La prestation ??

Mis à part les clichés popeux, on peut quand même leur reconnaître beucoup de qualités.

La mise en place est assez bien foutue, les videos projettées ont le grain de ce genre de séquences tournées en super8.

Le décor est planté, et le plat pays innonde les écrans. Vous l’aurez deviné ce groupe est belge, mais leur son est tout autre. On rentre vite dans leur univers fait de pop songs très bien menées par l’excellente voix du chanteur.

La première partie se veut très calme pour laisser la place dans un second temps à des morceaux beaucoup plus noisy.

C’est là que le groupe confirme sa grande maîtrise.

Les differents instuments se chahutent, les voix se completent parfaitement, le groupe est à l’aise et se livre au public.

Les titres choisis sont présentés non sans humour et l’audience rigole et ricane quand le chanteur annonce un concert concurrent pour le lendemain.

Les attitudes de chacun de ces 6 musiciens montrent qu’ils vivent bel et bien leur musique, avec tout de même une facheuse tendance pour 2 d’entre eux à gober les mouches : je pense précisément au bassiste et au batteur.

Tout le monde passe vraiment un bon moment, et le concert ce ponctue par un titre accoustique repris en coeur par la salle entière.

Tout bonnement super.

Les pralines et les bikinis font bon ménage.

Let’s Surf in Belgium !

http://www.girlsinhawaii.be